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Produzione pannelli fotovoltaici

Aggiornato il 24 settembre 20144 capitoli5 domande frequenti
La produzione di pannelli fotovoltaici potrebbe entrare in crisi nel 2015

La produzione pannelli fotovoltaici potrebbe essere inadeguata nel 2015

La fine del regime degli incentivi che ha contraddistinto la prima fase dell'energia fotovoltaica non solo in Italia, sembrava dovesse portare ad una rapida crisi dell'energia solare. Un vaticinio espresso a più riprese, ma rivelatosi del tutto infondato, se solo si pensa che nel 2015 la produzione pannelli fotovoltaici potrebbe rivelarsi inadeguata alle esigenze. Una situazione creata in particolare dal rinnovato successo del fotovoltaico, sempre più in voga, e dallo sfoltimento di produttori causato dalla politica di dumping portato avanti dalle aziende orientali, in particolare cinesi e taiwanesi, che ha costretto molti concorrenti al fallimento. Uno sfoltimento che si è operato proprio nel momento in cui crescono le richieste di pannelli, sino a raggiungere una soglia che nel 2015 potrebbe toccare quota 61 gigawatt, a fronte dei 59 effettivamente disponibili.

Il fotovoltaico è in una ulteriore fase di sviluppo

A delineare la possibile crisi di produzione pannelli fotovoltaici ormai prevista per il 2015 è stato un report stilato da Blomberg New Energy Finance. Una situazione che l'industria fotovoltaica aveva già sperimentato nel 2006, quando nella fase del primo impetuoso sviluppo si era ritrovata a fronteggiare una richiesta eccessiva rispetto alla sua potenza produttiva. Attualmente la situazione è profondamente differente e la possibile crisi deriverebbe dalla guerra commerciale inscenata dai produttori asiatici in un momento in cui l'energia solare attraversa una nuova fase di crescita. Testimoniata anche da vaticini impegnativi, come quello elaborato dal Market Research di Deutsche Bank, che in un rapporto elaborato da pochi mesi ha indicato proprio in questo settore uno dei più interessanti in assoluto per il futuro, indicando il 2014 come anno di grande sviluppo.

I motivi della rinnovata fortuna del fotovoltaico

Nello sviluppo del fotovoltaico, uno dei concetti chiave è quello di Grid Equity. In pratica essa viene raggiunta quando una determinata quantità di energia elettrica prodotta con l'ausilio dei pannelli fotovoltaici costa quanto quella derivante dall'utilizzo di fonti di energia tradizionali, ovvero quelle fossili. Se ancora non è stata raggiunta, è però considerata estremamente vicina da molti esperti del settore. A rendere sempre più conveniente l'energia solare sarebbero in particolare due fattori: il crollo del prezzo degli impianti verificatosi nel corso degli ultimi anni e l'aumentata efficienza dei pannelli derivante dal continuo aggiornamento tecnologico. Condizioni che hanno permesso al settore legato all'energia fotovoltaica di dare vita ad un nuovo periodo di espansione che potrebbe proseguire per anni.

La guerra degli Stati Uniti contro il dumping asiatico

L'aggressività dei produttori asiatici, arrivati ad utilizzare l'arma del dumping al fine di eliminare la concorrenza, ha suscitato grande fastidio a livello mondiale. Sono stati in particolare gli Stati Uniti a reagire con grande forza, con il preciso intento di proteggere l'industria nazionale. Il governo americano ha infatti deciso di sanzionare i prodotti provenienti da Cina e Taiwan gravandoli con pesantissimi dazi doganali, che in via provvisoria sono stati fissati al 44,18% per quanto concerne i pannelli provenienti da Taiwan e addirittura al 58,7% per quelli che arrivano dalla Cina. Un provvedimento salutato con grande soddisfazione dai produttori statunitensi e che potrebbe fare da battistrada per analoghe misure da parte dell'Unione Europea. Nel frattempo, però, molti produttori sono stati costretti a chiudere.

Domande frequenti

  • Perché la domanda di pannelli fotovoltaici supera spesso l'offerta disponibile?
    Il divario tra domanda e offerta nasce principalmente dalla rapida espansione del mercato solare, guidata dal raggiungimento della grid parity, ovvero il punto in cui l'energia solare costa quanto quella tradizionale. Questo rende l'investimento molto attraente. Contemporaneamente, la capacità produttiva globale fatica a tenere il passo a causa dello sfoltimento delle aziende. Molte fabbriche, specialmente in Occidente, sono fallite o si sono ridotte a causa della forte concorrenza sleale e del dumping praticato dai grandi produttori asiatici, creando colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento globale.
  • Che cos'è il dumping e come influisce sui produttori occidentali?
    Il dumping è una pratica commerciale aggressiva in cui i produttori vendono i pannelli a prezzi inferiori ai costi di produzione o al valore di mercato, spesso con sussidi governativi, per eliminare la concorrenza. Questa strategia ha colpito duramente i produttori europei e americani, costringendo molte aziende al fallimento poiché non potevano competere con quei prezzi artificialmente bassi. Di conseguenza, il numero di fornitori affidabili si è ridotto drasticamente, rendendo il mercato più volatile e dipendente da poche grandi realtà asiatiche, aumentando il rischio di carenze di stock.
  • Quali sanzioni sono state applicate contro i pannelli cinesi e taiwanesi?
    Gli Stati Uniti hanno reagito al dumping imponendo dazi doganali molto elevati sui pannelli importati da Cina e Taiwan. Nello specifico, sono state applicate tariffe provvisorie del 58,7% per i moduli provenienti dalla Cina e del 44,18% per quelli da Taiwan. L'obiettivo era proteggere l'industria manifatturiera nazionale americana. Queste misure potrebbero fungere da modello per l'Unione Europea, che sta valutando politiche simili per salvaguardare i propri produttori locali e garantire una filiera più equilibrata e sicura.
  • Cosa si intende per 'Grid Equity' nel contesto del fotovoltaico?
    La Grid Equity, o parità di rete, è il traguardo economico fondamentale per il settore: si verifica quando il costo dell'elettricità generata dai pannelli fotovoltaici diventa uguale o inferiore a quello dell'energia prelevata dalla rete tradizionale (fonti fossili). Raggiungere questo obiettivo elimina la necessità di sussidi statali per rendere l'installazione conveniente. Gli esperti ritengono che questa soglia sia ormai vicina grazie al crollo dei prezzi degli impianti e all'aumento dell'efficienza dei moduli, accelerando così l'adozione di massa della tecnologia solare.
  • È ancora conveniente installare il fotovoltaico senza incentivi statali?
    Sì, l'installazione rimane altamente conveniente anche dopo la fine dei regimi di incentivazione diretta (come il Conto Energia). La convenienza deriva ora dal miglioramento tecnico ed economico intrinseco: i pannelli moderni producono molta più energia a parità di superficie e costano meno da acquistare e installare. Quando al risparmio in bolletta si somma il calo del costo iniziale, il ritorno sull'investimento diventa rapido e sicuro, rendendo il fotovoltaico una scelta autonoma e competitiva rispetto alle fonti energetiche tradizionali.

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