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Pannelli fotovoltaici vendita

Aggiornato il 13 ottobre 20144 capitoli4 domande frequenti
Il fotovoltaico è in grande espansione a livello mondiale

Vendita in grande sviluppo nel 2014

Pannelli fotovoltaici vendita in grande crescita nel 2014: lo afferma un recentissimo report di SolarBuzz, il Quarterly Report, secondo il quale nell'ultimo trimestre dell'anno verrebbero installati 19,5 GW di nuova potenza. Per effetto di questo dato, alla fine del 2014 la potenza cumulativa di fotovoltaico mondiale dovrebbequindi attestarsi ad oltre 200 GW. Per comprendere meglio l'esponenziale aumento in tal senso, andrebbe ricordato che solo la potenza prevista in installazione nell'ultimo trimestre del 2014 sarebbe pari a quella varata nel corso di tutto il 2010. Un vero e proprio boom che vede come locomotive la Cina e gli Stati Uniti, i quali metteranno insieme il 70% della potenza preventivata dagli analisti entro la fine dell'anno in corso, nonostante la guerra commerciale in atto tra i due paesi.

Produzione di pannelli fotovoltaici inferiore alle necessità nel 2015

Pannelli fotovoltaici vendita, il grande sviluppo del settore a livello mondiale potrebbe rapidamente portare ad una crisi derivante dalla pratica impossibilità dell'industria di soddisfare la richiesta mondiale. Ad affermarlo è stato recentemente uno studio di Bloomberg New Energy Finance, che fisserebbe a 61 GW le installazioni previste per il 2015, contro una effettiva capacità produttiva a livello planetario di 59. Una situazione già vissuta nel 2006, ma che oggi potrebbe riflettersi negativamente sul settore, portando ad una risalita dei prezzi che minerebbe alla base una delle caratteristiche salienti che hanno permesso al fotovoltaico di sopravvivere alla fine degli incentivi. Proprio la rapida caduta dei costi è infatti considerata dagli analisti non solo il motivo del rinnovato successo dell'energia solare, ma anche un presupposto per il suo sviluppo nel futuro.

La guerra commerciale tra Stati Uniti e produttori orientali

La grande crescita del fotovoltaico mondiale, avviene in un momento in cui sta divampando una vera e propria guerra commerciale tra gli Stati Uniti e i produttori orientali. La politica aggressiva portata avanti soprattutto dalle aziende di Cina e Taiwan, spesso a colpi di dumping, ha infatti provocato la decisa risposta del governo statunitense, che ha provveduto ad emanare dazi doganali salatissimi per proteggere i propri produttori. Una decisione salutata dal consenso dell'industria americana e da qualche polemica. Nella disputa si è inserita di recente anche l'EPIA, l'associazione che raggruppa l'industria fotovoltaica del vecchio continente, la quale aveva sinora tenuto un atteggiamento neutrale. Ora l'associazione ha deciso di schierarsi contro ogni barriera doganale, considerata negativa per il settore.

La situazione italiana e la questione dei tagli retroattivi disposti dal governo

Per quanto riguarda l'Italia, l'industria fotovoltaica si trova a dover fare i conti con i tagli retroattivi disposti dall'esecutivo con il Decreto Competitività. Il cosiddetto Spalma Incentivi, ha infatti provocato la furibonda reazione dei produttori italiani, riuniti in Assorinnovabili. L'associazione che raggruppa le aziende dell'industria fotovoltaica, ha infatti deciso di portare la questione al livello dell'Unione Europea, con la richiesta dell'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia a seguito della evidente violazione delle direttive continentali. Un ricorso che si fonda in particolare su quanto affermato da Valerio Onida, uno dei maggiori costituzionalisti italiani, secondo il quale lo Spalma Incentivi rappresenterebbe una flagrante violazione della Costituzione. Il ricorso di Assorinnovabili si basa anche su una recente sentenza bulgara che ha cassato una tassa retroattiva del 20%.

Domande frequenti

  • Cosa sono i "tagli retroattivi" agli incentivi fotovoltaici e perché hanno causato polemiche?
    I tagli retroattivi, noti come 'Spalma Incentivi', consistono nella riduzione progressiva dei compensi garantiti dallo Stato ai proprietari di impianti fotovoltaici già attivati. Questa misura, introdotta con il Decreto Competitività, ha generato forte opposizione perché modifica unilateralmente le condizioni contrattuali iniziali, violando il principio di tutela del legittimo affidamento. Le associazioni di categoria, come Assorinnovabili, hanno denunciato la natura incostituzionale della norma, paragonandola a una tassa retroattiva illegittima e chiedendo interventi a livello europeo per tutelare gli investimenti già realizzati dai cittadini e dalle imprese.
  • Qual è la dinamica attuale tra produzione e domanda globale di pannelli fotovoltaici?
    Il mercato globale del fotovoltaico sta vivendo un periodo di forte espansione, con installazioni che superano spesso la capacità produttiva reale. Studi recenti indicano che la domanda annuale può superare l'offerta disponibile, creando una carenza strutturale simile a quella verificatasi nel 2006. Questa sproporzione rischia di innescare un rialzo dei prezzi dei moduli, mettendo a rischio la competitività dell'energia solare. Mantenere costi contenuti rimane fondamentale per garantire la sopravvivenza del settore dopo la fase storica degli incentivi statali diretti.
  • Come influisce la guerra commerciale tra USA e Asia sui prezzi dei pannelli?
    La tensione commerciale tra Stati Uniti e produttori asiatici, specialmente cinesi e taiwanesi, ha portato Washington a imporre dazi doganali elevati per proteggere l'industria nazionale dal cosiddetto 'dumping'. Sebbene questa mossa sia sostenuta dai produttori americani, crea distorsioni nel mercato globale. L'associazione europea EPIA si oppone a queste barriere, ritenendole dannose per la diffusione dell'energia solare a livello internazionale. Queste dinamiche geopolitiche incidono direttamente sulla disponibilità e sul costo dei componenti per gli acquirenti finali.
  • È possibile installare un impianto fotovoltaico oggi senza incentivi statali diretti?
    Sì, l'installazione è possibile e sempre più diffusa grazie alla drastica riduzione dei costi di produzione dei pannelli e delle tecnologie di accumulo. Anche in assenza di meccanismi come lo Scambio sul Posto o i Conto Energia storici, il ritorno sull'investimento diventa interessante grazie al risparmio in bolletta e all'aumento del valore dell'immobile. Tuttavia, la stabilità normativa è cruciale: le modifiche retroattive agli incentivi pregressi creano incertezza, mentre nuove agevolazioni fiscali o finanziarie possono rendere l'operazione ancora più vantaggiosa per il consumatore privato.

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