Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per seminare il coriandolo?
    Il periodo ideale per la semina del coriandolo corrisponde alla primavera, specificamente nei mesi di aprile e maggio. Questa pianta teme il freddo e le temperature inferiori allo zero, quindi è fondamentale attendere che il clima si stabilizzi e diventi mite. Seminare in questi mesi garantisce alle piantine le condizioni termiche ottimali per germogliare e svilupparsi senza subire shock da sbalzi di temperatura, tipici invece delle stagioni più rigide.
  • Che tipo di terreno e cure richiede il coriandolo?
    Il coriandolo non è esigente riguardo alla composizione del suolo, purché questo sia ben drenato e fertile. È consigliabile predisporre i semi in file distanziate tra loro di 70-80 cm. Durante la crescita, sono necessarie costanti operazioni di zappettatura manuale per migliorare l'areazione del terreno e favorire lo sviluppo radicale. Inoltre, bisogna monitorare attentamente la densità delle piante: se troppo vicine, dovranno essere diradate per evitare che si accavallino e compromettano la salute delle piante più forti.
  • Come si raccolgono e conservano i semi di coriandolo?
    La raccolta dei semi avviene in estate, quando le ombrelle fiorite assumono un colore giallo chiaro e la pianta ha raggiunto piena maturazione. È importante tagliare le ombrelle mature e esporle al sole in una zona ben ventilata per facilitarne l'essiccazione naturale. Una volta secchi, i semi possono essere conservati per uso culinario. Anche le foglie possono essere essiccate nello stesso modo per aromatizzare piatti successivamente, mantenendo intatte le loro proprietà aromatiche.
  • Quali sono le principali proprietà benefiche del coriandolo?
    Storicamente utilizzata come pianta medicinale, specialmente dagli Egizi, il coriandolo possiede spiccate proprietà digestive, antispasmodiche, antinfiammatorie, depurative e antiossidanti. Aiuta a contrastare problemi gastrointestinali come l'aerofagia e, secondo alcune tradizioni antiche, i semi potevano essere usati per alleviare l'emicrania se posti sotto il cuscino durante la notte. Oggi viene apprezzato sia in ambito culinario che fitoterapico per questi effetti benefici sull'organismo.
  • Perché il coriandolo ha un odore forte e come influisce sui parassiti?
    Il coriandolo emana un odore acre, pungente e intenso, talvolta descritto come sgradevole o simile a quello della cimice da chi non è abituato. Tuttavia, questa caratteristica olfattiva marcata svolge una funzione difensiva naturale: l'aroma forte tiene lontani molti insetti e parassiti che potrebbero altrimenti danneggiare la pianta. Questo rende il coriandolo una coltura relativamente autonoma nella difesa biologica, riducendo la necessità di interventi esterni contro gli infestanti.

Coltivazione del coriandolo

Il coriandolo è una pianta aromatica, appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, anche apostrofata come prezzemolo cinese. Cresce spontaneamente nell’area mediterranea, dove il clima mite ne favorisce la coltivazione. Anticamente, questa pianta aromatica, veniva utilizzata come erba medicinale a scopo terapeutico, per le sue proprietà antiossidanti e depurative. La struttura della pianta, presenta una massa radicale poco ramificata, un fusto eretto e sottile ed una parte aerea espansa e molto ramificata. I fiori del coriandolo, presentano sfumature che variano dal bianco al rosa, ed una forma ad ombrello; spuntano generalmente nel periodo estivo. I semi di coriandolo, che ne costituiscono il frutto, hanno un sapore acre, pungente ed intenso. Il coriandolo è una pianta che predilige ambiento dal clima tendenzialmente mite, per la sua scarsa inclinazione alla sopportazione degli sbalzi di temperatura; il coriandolo infatti, tende a temere i climi freddi, e le temperature al di sotto dello zero. La zona di coltivazione dunque, è fortemente influenzata dal clima, e dalle possibili condizioni favorevoli allo sviluppo: i periodi migliori per la semina corrispondono ai mesi di aprile e maggio, in primavera.

Condizioni per la coltivazione

La pianta di coriandolo, non manifesta particolari esigenze in relazione alla tipologia di terreno: esso deve essere ben drenato e particolarmente fertile. La semina fa effettuata disponendo i semi in un terreno leggero, e coprendoli con uno strato sottile di terreno. I semi vanno disposti per filari, e vanno distanziati a circa settanta ottanta centimetri. La crescita delle pianta va costantemente controllata poiché esse potrebbero accavallarsi una volta sbocciate del tutto; in questo caso, diventa necessario procedere con un’operazione di sfoltimento, che favorisca la crescita delle piante sane. Le innaffiature vanno eseguite con molta parsimonia durante l’inverno, periodo in cui è sufficiente l’irrigazione fornita dalle piogge. Durante il periodo di coltivazione è necessario eseguire costanti operazione di zappettatura, effettuata manualmente, che consente una migliore areazione e di conseguenza una migliore crescita della pianta. Suddetta operazione consente allo stesso tempo di individuare eventuali presenze di parassiti e agenti infestanti.

Caratteristiche specifiche del coriandolo

Il coriandolo è una pianta che presenta un particolare odore acre ed intenso: questa particolarità consente alla pianta di tenere lontani eventuali parassiti e insetti, che potrebbero comprometterne la crescita. La raccolta, avviene durante il periodo estivo, quando la pianta ha raggiunto una buona maturazione: le ombrelle che hanno assunto un colore giallo chiaro, vengono recise e poste al sole ad essiccare, in una zona che sia particolarmente ventilata, cosi da facilitarne l’essiccazione dei semi, utilizzati in seguito come spezie. Le foglie come i semi, possono essere essiccate e poi utilizzare per aromatizzare diversi tipi di pietanze. Il coriandolo è una pianta particolarmente speziata, ampiamente conosciuta per le sue notevoli proprietà benefiche, antispasmodiche e digestive, antinfiammatorie e depurative; la pianta è utilizzata anche per contrastare fenomeni di areofagia e l’emicrania, ed anche per questo veniva utilizzata dagli Egizi e da numerosi altri popoli.

Coriandolo in cucina

Le foglie della pianta di coriandolo, vengono utilizzate per aromatizzare diversi tipi di pietanze, tra cui, liquori, carni, pesce, salumi, o anche minestre zuppe e diversi primi piatti. Leggende raccontano, che anche durante l’antichità i semi delle piante di coriandolo, venissero utilizzati per alleviare il mal di testa: i semi venivano posti sotto il cuscino a sera, per alleggerire l’emicrania, durante l’arco della nottata. Inoltre il nome della pianta stessa, deriva dall’utilizzo della stessa: i semi, ricoperti di zucchero, venivano lanciati come coriandoli, per cui hanno assunto e conservato questa nomenclatura. Una sola nota negativa a sfavore della pianta, è relativa al suo sgradevole odore, molto simile a quello della cimice. Viene anche apostrofato come prezzemolo cinese.