Danni da mosca bianca

Parassiti e Malattie piante

danni da mosca bianca

La mosca bianca crea numerosi danni alle piante che colpisce perché comporta il deterioramento e la perdita del raccolto.

di Redazione

09 maggio 2014

Danni da mosca bianca

La mosca bianca, è un insetto apostrofato come fitofago, che attacca diversi tipi di piante, nutrendosi della linfa vitale effettuando delle leggere forature sulle pagine delle foglie, che tendono a deteriorarsi a causa della possibile infiltrazione di batteri. Per la sua spiccata capacità di attaccare la linfa vitale delle piante, privandole del nutrimento, la mosca bianca viene considerata uno dei parassiti più pericolosi per le piante ornamentali e quelle da orto. A questa categoria, appartengono una serie di altri insetti, gli aleurodidi, parassiti diffusi in tutte le aree geografiche del mondo, in particolare di quelle tropicali, che perforando le foglie, favoriscono attacchi virali e batterici, ai quali la pianta potrebbe non resistere. La mosca bianca, predilige sia coltivazioni all’aperto che coltivazioni in serra. In una fase iniziale della loro stessa diffusione, le piante le mosche bianche erano parassiti olifagi, ovvero tendevano ad attaccare determinate specie di piante, questo insetto con il passare del tempo, è diventato polifago di tutte le angiosperme. Ovvero delle piante in fiore, che rappresentano una percentuale altissima di piante. La mosca bianca, ha dimensioni molto piccole, circa due millimetri, di colore giallo con le ali bianche, molto somigliante alla mosca nera classica, infatti è da questa che prende il nome, per la stretta somiglianza, ma essa non appartiene alla categoria degli insetti, ma a quella degli afidi e parassiti. Allo stato embrionale, la mosca bianca si presenta come un insetto, la neanide, di piccolissime dimensioni, che ha zampette molto piccole e il corpo completamente trasparente. La neanide, è difficilmente individuabile, proprio a causa della sua trasparenza: la loro presenza può essere individuata dagli stessi fori presenti sulle pagine delle foglie che ne testimoniano la presenza. Nel loro aspetto da larve, somigliano molto alle cocciniglie, ma essendo chiare e molto piccole, vengono difficilmente individuate, se non dai danni che possono provocare alla pianta. Le piante infestate dalle mosche bianche sono diverse: gli agrumi, la salvia, il rosmarino, l’olivo, il rododendro, le primule, i crisantemi, pomodori e cetrioli, dunque sia piante ornamentali, che alberi e piante da orto. Le mosche bianche possono attaccare sia le piante all’aperto, che le piante in serra. Le mosche bianche provenienti dalle zone sub-tropicali, sono considerate le più pericolose, in quanto tendono ad aggredire numerose specie di piante, già allo stato di larve. Inoltre queste non risultano essere facilmente individuabili e resistono notevolmente agli antiparassitari. Questa resistenza, impedisce di poterle eliminare prima che si sviluppino e moltiplichino per diventare insetti adulti. Queste mosche bianche attaccano le piante che resistono ad un clima notevolmente caldo come gli agrumi. I danni visibili causati dalla mosca bianca, sono il deperimento della pianta: in realtà, le larve e gli insetti adulti, non bucano visibilmente la pagina delle foglie, che rimangono ben distese, e non si seccano né si accartocciano; solo a seguito di un determinato periodo esse tendono a mostrare macchie gialle e scure, segno che la pianta è stata abbondantemente attaccata. Quando la mosca colpisce una pianta, tende poi di conseguenza a produrre la melata, una sostanza biancastra gelatinosa, che viene depositata sulle foglie: questa sostanza attira moltissimo altri insetti oltre che funghi che possono aggredire ulteriormente la pianta, che accelera il suo processo di deterioramento. La mosca bianca favorisce dunque il deterioramento della pianta: è molto difficile combatterla, considerato che le larve, come sottolineato sopra, sono molto resistenti, ma gli insetti adulti possono essere combattuti con dei fitofarmaci o anche con altri insetti che creano fastidi alla mosca bianca provocandone l’eliminazione. La soluzione ideale, sarebbe la prevenzione: le mosche bianche temono il clima umido e ventilato, per cui in una serra ad esempio, si può creare una condizione climatica che non ne faciliti l’attacco.

Domande frequenti

  • Come riconoscere tempestivamente un attacco di mosca bianca sulle mie piante?
    L'individuazione precoce è fondamentale poiché le neanidi (larve) sono trasparenti e difficili da vedere. Osserva attentamente il sottostante delle foglie: potresti notare piccoli fori o puntini bianchi simili a polvere. Un segnale inequivocabile è la presenza di melata, una sostanza appiccicosa e biancastra che ricopre foglie e fusti. Se scuoti delicamente la pianta e vedi volare via minuscole farfalle bianche di pochi millimetri, sei quasi certo di avere un'infestazione. Presta attenzione anche alle foglie che iniziano a ingiallire o sviluppare macchie scure, sintomi tipici del deterioramento causato dal consumo della linfa.
  • Quali sono i danni principali causati dalla mosca bianca alle piante?
    Il danno principale è il depauperamento della pianta: questi insetti succhiano la linfa vitale, privando la vegetazione di nutrienti essenziali. Questo porta a un generale deperimento, ingiallimento fogliare e caduta prematura delle foglie. Inoltre, la melata prodotta favorisce lo sviluppo di funghi neri (fumaggine) che ostruiscono gli stomi, impedendo la fotosintesi. Più grave ancora è il rischio di trasmissione di virus e batteri attraverso le micro-leSIONI create durante l'alimentazione, che possono compromettere irreparabilmente la salute della pianta, specialmente in colture ortive e ornamentali sensibili.
  • È vero che la mosca bianca è resistente ai pesticidi? Come posso eliminarla?
    Sì, molte specie, specialmente quelle di origine subtropicale, hanno sviluppato una forte resistenza agli insetticidi chimici, rendendo difficile l'eradicazione totale. Gli adulti sono mobili e le uova sono protette, quindi i trattamenti devono essere costanti. Oltre ai fitofarmaci specifici (meglio se a base di olio di neem o sapone molle di potassio per un approccio più ecologico), puoi ricorrere alla lotta biologica introducendo nemici naturali come la coccinella *Delphastus catalinae* o vespe parassitoidi. L'importante è alternare i principi attivi per evitare che sviluppino ulteriore resistenza.
  • Cosa posso fare preventivamente per evitare che la mosca bianca attacchi il mio giardino?
    La prevenzione è la strategia più efficace. La mosca bianca teme l'umidità elevata e il vento: mantenere le serre ben ventilate e evitare ristagni idrici riduce drasticamente il rischio di infestazione. Ispeziona regolarmente le nuove piante acquistate prima di inserirle nel giardino. Utilizza trappole cromotropiche gialle appiccicose, attrattive per questi insetti, per monitorarne la presenza. Infine, rimuovi prontamente le erbe infestanti circostanti che potrebbero fungere da ospiti intermediari, creando così una barriera difensiva naturale intorno alle tue colture preziose.
  • Quali piante sono più soggette all'attacco della mosca bianca?
    La mosca bianca è diventata polifaga, attaccando un'ampia gamma di angiosperme. Tra le piante ornamentali, rododendri, primule, crisantemi e rose sono particolar vulnerabili. Nell'orto, pomodori, cetrioli e altre solanacee soffrono molto di questi attacchi. Anche alberi da frutto come gli agrumi e arbusti aromatici come salvia e rosmarino non sono immuni. Le varietà tropicali e subtropicali tendono a essere le più colpite, soprattutto in ambienti chiusi come le serre, dove il clima caldo e stabile favorisce la rapida moltiplicazione del parassita rispetto all'aperto.