Saldatura a filo MIG

Tecniche di fai da te

Saldatura a filo

La saldatura a filo si effettua tramite una torcia con elettrodo, l'arco elettrico e l'apporto di materiale la cui fusione unisce i due pezzi da saldare. Una bobina fornisce il filo continuo di materiale, una bombola assicura un costante flusso di gas di protezione e una macchina eroga la corrente.

di Redazione

11 novembre 2014

Cos'è la saldatura a filo continuo

La saldatura è un processo consistente nell'unione stabile di due parti tra loro, realizzando una continuità del materiale, tramite fusione. La tecnica prevede la generazione di calore per fondere il materiale stesso. Si definisce autogena, o diretta, la saldatura che utilizza unicamente il materiale delle parti. La saldatura è invece eterogena, chiamata anche brasatura, quando viene utilizzato un materiale diverso da quello che compone le due parti. Si tratta del materiale d'apporto, il quale ha un punto di fusione inferiore a quello delle parti, fornito in forma di bacchette, di elettrodo o di filo continuo. In quest'ultimo caso si parla della cosiddetta saldatura a filo. Il calore richiesto per la fusione può derivare da una fiamma prodotta dalla combustione di un gas, da un arco elettrico, da resistenza elettrica per effetto Joule oppure da un laser.

Tipologie di saldatura a filo continuo

La saldatura è definita a filo continuo quando il materiale d'apporto si presenta in forma di bobina di filo. Tra le diverse tipologie abbiamo la TIG, che utilizza il calore dell'arco elettrico, un elettrodo infusibile di tungsteno ed una protezione dall'ossidazione con gas inerte. La saldatura MAG e la MIG, sempre ad arco, si differenziano tra loro per il tipo di gas usato, attivo nella prima ed inerte nell'altra. La tecnica più versatile e semplice da applicare è la MIG. Altri processi prevedono l'esclusione del gas e l'uso di matasse di filo rivestito da materiale protettivo. L'assenza di una bombola di gas rende la procedura più semplice ed economica, benché non così precisa. La saldatura a filo continuo è molto produttiva ed il gas protettivo garantisce un ottimo risultato, anche in caso di spessori ridotti del materiale, come, ad esempio, nel modellismo radiocomandato.

Attrezzatura per la saldatura a filo

L'attrezzatura per la saldatura a filo comprende la bombola del gas e la torcia saldatrice (pistola), con la propria impugnatura e le funzioni di fare scoccare l'arco elettrico, condurre il gas nel punto di fusione e guidare il filo di materiale d'apporto. La macchina saldatrice ha inoltre una manopola per regolare la velocità di avanzamento del filo, un interruttore di alimentazione, un interruttore per modificare la potenza, il meccanismo di traino del filo ed il cavo di massa. Il filo può avere un diametro tra i 5 ed i 25 millimetri e giunge alla torcia, sospinto da un motorino, attraverso una speciale guaina, chiamata passa-filo. Esistono alcuni tipi di torcia che possiedono un motorino il quale tira il filo verso il materiale da saldare, a volte prelevandolo da una piccola bobina integrata sulla torcia stessa.

Utilizzo della saldatrice a filo

Il pulsante della torcia provoca l'accensione dell'arco elettrico, l'afflusso di gas e l'avanzamento del filo. I comandi presenti sulla macchina permettono di regolare le varie funzioni, secondo il materiale e il suo spessore. Occorre eseguire delle brevi prove per capire qual è la corretta velocità di avanzamento del filo. Se è eccessivamente alta, non avrà il tempo si fondere e quindi di saldare i 2 pezzi. Se, invece, la velocità è troppo bassa, il cordone della saldatura avrà una consistenza ridotta in alcuni punti. In base alle caratteristiche dei pezzi da saldare, bisogna trovare l'equilibrio tra velocità di scorrimento del filo, intensità della corrente elettrica e movimento dell'operatore. La velocità del filo deve essere uguale a quella di fusione. Abbassando la velocità, l'arco elettrico si allunga e la corrente si riduce e viceversa. La lunghezza dell'arco non deve scendere sotto un certo valore minimo altrimenti l'elettrodo si attacca al pezzo e l'arco si spegne.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra saldatura MIG e MAG?
    La distinzione fondamentale risiede nel tipo di gas di protezione utilizzato durante il processo. Nella saldatura MIG (Metal Inert Gas) si impiega un gas inerte, come argon o elio, che non reagisce chimicamente con il metallo fuso; questa tecnica è ideale per materiali nobili come alluminio, rame e acciaio inox. Al contrario, la saldatura MAG (Metal Active Gas) utilizza un gas attivo o semiativo, spesso miscele di anidride carbonica e argon, che interagiscono leggermente con lo scarico. La MAG è generalmente preferita per l'acciaio dolce grazie ai suoi costi inferiori e alla maggiore penetrazione, mentre la MIG offre una saldatura più pulita ma richiede gas più costosi.
  • È possibile saldare senza utilizzare la bombola del gas?
    Sì, esistono tecniche di saldatura a filo continuo che prescindono dall'uso di una bombola esterna. In questi casi si utilizzano fili tubolari rivestiti (spesso chiamati 'matasse' o fili flux-cored). Il rivestimento interno del filo contiene sostanze che, bruciando durante l'arco elettrico, generano un gas protettivo locale e uno scoria che protegge il bagno di fusione dall'ossidazione atmosferica. Questa soluzione rende l'apparato più economico e portatile, poiché elimina la necessità di gestire bombole pesanti, sebbene il risultato possa essere meno preciso e richiedere una successiva rimozione della scoria rispetto alle tecniche con gas esterno.
  • Come si regola correttamente la velocità del filo per evitare difetti?
    La regolazione della velocità del filo è critica e deve bilanciare la fusione del materiale. Se la velocità è eccessiva, il filo non ha il tempo di fondersi completamente prima di raggiungere il pezzo, creando gocce non saldate o porosità. Se è troppo bassa, il cordone risultante sarà sottile, discontinuo e privo di consistenza meccanica. Per trovare il giusto equilibrio, è necessario osservare l'arco: la lunghezza dell'arco influenza direttamente la corrente. Un arco troppo corto causa l'attacco dell'elettrodo al pezzo (cortocircuito), spegnendo l'arco. Bisogna quindi adattare la velocità di avanzamento alla potenza erogata, effettuando sempre prove preliminari su pezzi simili per calibrare la combinazione ottimale.
  • Che diametro di filo è consigliato per principianti o lavori generali?
    Per la maggior parte dei lavori di fai-da-te e per chi si avvicina alla saldatura a filo, il diametro più comune e versatile è compreso tra 0,8 mm e 1,0 mm. Questo spessore offre un buon compromesso tra facilità di gestione, stabilità dell'arco e capacità di penetrazione su spessori medi. Diametri inferiori (es. 0,6 mm) sono utili per lamiere sottilissime ma richiedono macchine precise e grande abilità manuale per evitare buchi. Diametri superiori (fino a 1,2 mm o oltre) sono impiegati per spessi grossi e lavori strutturali, richiedendo però correnti più elevate e una maggiore esperienza nel controllo del bagno di fusione. Consultare sempre le specifiche della propria saldatrice per i limiti consentiti.
  • Quali sono gli elementi essenziali dell'attrezzatura necessaria per iniziare?
    Per effettuare saldature a filo continuo servono almeno quattro componenti principali: la macchina saldatrice (inverter), che eroga la corrente e gestisce il traino del filo; la bobina del filo di riempimento, inserita nel meccanismo di avanzamento; la torcia saldatrice, che conduce il filo, il gas e la corrente fino al punto di lavoro; e la bombola del gas di protezione con relativo riduttore/portagrasse (se non si usano fili autoprotenenti). Inoltre, è indispensabile il cavo di massa da collegare al pezzo da lavorare per chiudere il circuito elettrico. Accessori fondamentali includono maschera oscurabile automatica, guanti resistenti al calore e spazzole per pulire le scorie dopo il lavoro.