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Orto a ottobre: cosa seminare e trapiantare

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Preparare le aiuole dopo l'orto estivo

Preparare le aiuole dopo l'orto estivo

L'orto a ottobre passa dalle colture estive a quelle invernali, e prima di pensare alle nuove semine conviene liberare le aiuole da ciò che resta della stagione calda. Pomodori, zucchine e peperoni hanno finito il loro ciclo: estirpali con le radici e portali al compost se sono sani, altrimenti allontanali dall'orto per non lasciare in terra spore e parassiti. Fai un'eccezione per fagioli e altre leguminose: taglia la parte aerea e lascia le radici nel suolo, perché i noduli che ospitano continuano a cedere azoto e migliorano la struttura del terreno. A questo punto lavora la terra a circa 30 cm di profondità con la vanga o la zappa, oppure con la motozappa se l'appezzamento è grande, e interra una concimazione di fondo a base di stallatico pellettato o compost maturo. Rompi le zolle con il rastrello fino a ottenere una superficie fine e livellata, pronta ad accogliere semi piccoli come quelli di spinaci e lattuga. Se il terreno è pesante o tende a ristagnare, rialza le prode di almeno 10 cm spostando la terra dai sentieri: le piogge autunnali scoleranno meglio e le radici non marciranno nei mesi più umidi.

Cosa seminare in piena terra a ottobre

Con le aiuole pronte puoi passare alle semine dirette, scegliendo le specie che non temono il freddo in arrivo. Nell'orto a ottobre l'aglio è la coltura più sicura: interra gli spicchi con la punta rivolta verso l'alto, a pochi centimetri di profondità, lasciando tra uno e l'altro lo spazio di una spanna. Allo stesso modo interra i bulbetti di cipolla, che radicano prima dell'inverno e ripartono a fine febbraio. Fave e piselli si seminano in autunno solo dove il clima è mite, lungo le coste e al Centro-Sud: le piantine nascono, si fermano con il freddo e anticipano il raccolto di primavera di qualche settimana. Dove gli inverni sono rigidi è più prudente rimandare, perché una gelata intensa sulle piantine giovani vanifica il lavoro. Tra le verdure a foglia funzionano bene spinaci, valerianella, rucola e lattughe da taglio, oltre al prezzemolo, che germina lentamente ma resiste bene al freddo. Semina a spaglio o in file poco profonde, copri con un velo di terra fine e mantieni il letto umido fino alla nascita: in questa stagione le irrigazioni servono di rado, ma una settimana di vento secco può compromettere la germinazione. Il vantaggio delle semine autunnali è che malattie e parassiti sono meno attivi, quindi arrivare al raccolto è più facile che in estate.

Le piantine da trapiantare prima del freddo

Per le colture che richiedono tempi lunghi conviene partire da piantine già formate, perché una semina fatta ora non arriverebbe a maturazione prima del gelo. La base dell'orto invernale sono i cavoli nelle loro varianti: verza, cappuccio, cavolo nero, broccolo e cavolfiore si trapiantano ancora nella prima metà del mese, insieme a finocchi, bietole da costa, radicchi, indivia riccia e scarola, oltre alle lattughe invernali e alle cipolle da piantina. Scegli piantine con pane di terra compatto e colletto sano, evitando quelle filate o con radici che girano a spirale nel vasetto. Metti a dimora nelle ore meno calde della giornata e interra la piantina fino al colletto, senza coprirlo, poi compatta la terra intorno con le mani e bagna abbondantemente. Rispetta le distanze indicate per ogni specie: i cavoli hanno bisogno di spazio e di aria tra una pianta e l'altra, mentre insalate e radicchi si accontentano di meno. Nelle prime due settimane controlla che il terreno resti fresco e che le lumache, molto attive con l'umidità autunnale, non rovinino le foglie giovani. Se le previsioni annunciano un calo brusco delle temperature, tieni a portata di mano un tessuto non tessuto da stendere la sera: le piantine appena attecchite sono quelle che soffrono di più.

Sovescio e tunnel per le aiuole che restano libere

Non tutte le aiuole devono ospitare ortaggi: su quelle che resteranno vuote fino a primavera valuta un sovescio, cioè una semina di piante che non raccoglierai ma interrerai per nutrire il suolo. Gli agronomi lo chiamano anche concimazione verde, e ottobre è il mese giusto per seminare i miscugli di graminacee, leguminose e brassicacee come loietto, avena, veccia, favino, senape e colza. Bastano circa 100-150 grammi di semi ogni 100 metri quadrati; a fine inverno taglia la vegetazione, lasciala appassire qualche giorno sul posto e interrala in superficie. Conviene soprattutto se non produci abbastanza compost o se trasportare sacchi di stallatico fino all'orto è scomodo. Se invece disponi di un piccolo tunnel o di una serra fredda, riservali alle insalate e agli spinaci più delicati: anche senza riscaldamento allungano la stagione di un paio di settimane e permettono di ripartire con altrettanto anticipo a fine inverno. Ricorda infine che ottobre può essere mite e soleggiato oppure instabile e piovoso, con cali termici improvvisi, quindi osserva il meteo della tua zona e sposta a febbraio ciò che non riesci a fare in tempo.

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