Quando piantare aglio e cipolle in autunno secondo il clima
L'autunno è il periodo in cui aglio e cipolle da bulbillo trovano le condizioni migliori per radicare: il terreno è ancora tiepido, le piogge tornano regolari e le temperature fresche spingono la pianta a lavorare sotto terra invece che sulle foglie. Il freddo invernale non è un ostacolo ma un passaggio utile, perché l'aglio ha bisogno di un periodo di basse temperature per formare in primavera un bulbo diviso in spicchi; un impianto troppo tardivo o fatto con clima ancora caldo tende a dare teste piccole e poco compatte. Non esiste però una data buona per tutta Italia. Nel Centro-Nord il momento più adatto va da ottobre a novembre, mentre dove l'inverno è mite puoi lavorare anche tra novembre e dicembre. In montagna o nelle zone soggette a gelate precoci conviene anticipare a settembre o ai primi di ottobre, così lo spicchio radica prima che il suolo si indurisca. Più della data, osserva lo stato della terra: deve essere lavorabile, né zuppa d'acqua né gelata. Se preferisci seguire la tradizione contadina, pianta in luna calante, considerata favorevole a tutto ciò che cresce sotto terra, ma resta un'indicazione facoltativa rispetto alle condizioni del terreno.
Scegliere spicchi di aglio e bulbilli di cipolla adatti alla messa a dimora
La riuscita della coltivazione dipende in buona parte dal materiale che interri. Per l'aglio usa gli spicchi esterni del bulbo, più grandi e vigorosi di quelli centrali: devono essere sodi, asciutti, integri, senza macchie molli né tracce di muffa. Separali dalla testa solo poco prima di piantare e lascia intatta la pellicina che li riveste, perché protegge lo spicchio nelle prime settimane sotto terra. Evita l'aglio comprato per la cucina: può essere stato trattato per non germogliare, conservato male o appartenere a varietà poco adatte alla tua zona. Meglio rivolgersi a un vivaio o a un rivenditore di sementi e chiedere una varietà autunnale, come i tipi bianchi e rosa tradizionali del nostro Paese. Per le cipolle in autunno non si parte dal seme ma dai bulbilli, piccoli bulbi di diametro ridotto che i rivenditori chiamano anche cipolline da impianto. Scegli varietà dichiarate da semina autunnale, perché le cipolle primaverili messe a dimora in questa stagione rischiano di montare a seme con il ritorno del caldo, sprecando energie nel fiore invece che nel bulbo. Preferisci bulbilli piccoli e compatti: quelli troppo grossi hanno la stessa tendenza a fiorire anzitempo.
Preparare le prode e interrare alla giusta profondità
Riprendendo il discorso del terreno, aglio e cipolle hanno un'esigenza che vale più di ogni concime: non devono mai restare con i piedi nell'acqua. I ristagni autunnali fanno marcire spicchi e bulbilli prima ancora che radichino, quindi lavora lo strato superficiale per circa 20-25 cm, rompi le zolle, togli radici e residui della coltura precedente e modella prode leggermente rialzate, che fanno scolare le piogge persistenti. Se il suolo è pesante e argilloso, incorpora compost maturo o humus di lombrico per renderlo più friabile; la sola sabbia non risolve il problema del drenaggio. Evita invece il letame fresco, che questi bulbi non tollerano. Una forca a più denti ti permette di arieggiare senza rivoltare la terra, poi affina con la zappetta. Al momento dell'impianto infila gli spicchi con la punta verso l'alto a circa 3-5 cm di profondità, distanziandoli di una decina di centimetri sulla fila e lasciando circa 30 cm tra una fila e l'altra, così da poter passare con la zappa per le sarchiature. I bulbilli di cipolla vanno un po' più in superficie, con l'apice appena coperto, alla stessa distanza sulla fila. Non calcare troppo la terra sopra: deve restare soffice per lasciar uscire il germoglio.
Cure durante l'inverno e la primavera fino alla raccolta
Una volta a dimora, aglio e cipolle chiedono poco, ma quel poco conta. Le piogge autunnali bastano quasi sempre e in inverno è meglio non irrigare, perché l'umidità in eccesso resta il rischio principale; riprendi ad annaffiare con moderazione solo in primavera, se il terreno si asciuga, e sospendi del tutto nelle settimane che precedono la raccolta per far maturare i bulbi. Contro il gelo e la siccità la pacciamatura è preziosa: il telo nero si stende prima dell'impianto, con i fori per ogni pianta, mentre la paglia richiede uno strato spesso, almeno 10 cm, da posare quando le piantine sono già un po' cresciute, altrimenti le soffochi. Tieni pulite le file dalle infestanti, che con le foglie sottili di queste piante competono facilmente per luce e acqua, e nel ricordare la rotazione evita di tornare sulla stessa proda con altre liliacee per almeno tre anni, così da ridurre marciumi e malattie del colletto. In primavera, se compaiono gli scapi fiorali dell'aglio, tagliali per concentrare le energie nella testa. Il segnale della raccolta arriva a inizio estate, quando le foglie ingialliscono e si piegano: scegli una giornata asciutta e lascia i bulbi a essiccare all'ombra prima di conservarli.





