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Controllare il tetto prima delle piogge autunnali

Aggiornato il 07 ottobre 20264 capitoli
Perché il momento giusto è la fine dell'estate e cosa osservare da terra

Perché il momento giusto è la fine dell'estate e cosa osservare da terra

Controllare il tetto prima delle piogge autunnali conviene per una ragione semplice: i danni si formano d'estate, quando sole, calore e sbalzi termici fanno lavorare per settimane tegole, coppi e membrane, ma si manifestano solo con le prime piogge intense, cioè quando salire sulla copertura è impossibile e le imprese sono già impegnate. Una verifica fatta a settembre ti permette di trovare un coppo scheggiato o una fila spostata dal vento mentre il problema è ancora piccolo e la riparazione resta semplice. La maggior parte dei controlli, però, si fa da terra. Con un binocolo, dal giardino o da una finestra vicina, osserva la superficie cercando elementi rotti, inclinati o mancanti, e guarda con più attenzione le file lungo il colmo e quelle sui bordi della falda, che il vento sollecita di più. Frammenti di tegola trovati in giardino o rumori insoliti dal tetto nelle giornate ventose sono altri segnali da non trascurare. Evita di salire sulla copertura per un controllo improvvisato: la caduta dall'alto è il rischio più serio di questo tipo di lavori, e un coppo rotto non lo vale.

Grondaie, pluviali e scarichi: il controllo più semplice e più utile

Tutta l'acqua che cade sulla copertura deve arrivare alle grondaie e da lì ai pluviali; se il percorso è ostruito, l'acqua trabocca e scorre lungo la facciata, oppure ristagna sul tetto e cerca una via verso l'interno. Foglie, aghi di pino, terra e muschio si accumulano soprattutto se ci sono alberi vicini, e in quel caso la pulizia andrebbe fatta due volte l'anno invece di una. Il modo più efficace per capire se le grondaie sono libere è affacciarsi durante un acquazzone: se l'acqua esce dai bordi invece di scorrere verso il pluviale, c'è un'ostruzione. Con il tempo asciutto verifica che i canali non abbiano crepe o giunzioni aperte, che i pluviali siano ben fissati alla parete e che pozzetti e caditoie a terra non siano intasati. In una casa indipendente osserva anche cosa succede alla base dei pluviali: l'acqua va allontanata dal muro, perché una copertura in ordine che scarica contro le fondazioni fa più danni di qualche tegola rotta.

Scossaline, sigillature e guaine: dove la copertura si interrompe entra l'acqua

Le infiltrazioni più frequenti non partono dalle tegole ma dai punti in cui la copertura viene interrotta: comignoli, lucernari, antenne, sfiati e le pareti verticali contro cui si appoggia la falda. Qui l'acqua è trattenuta dalle scossaline, cioè i profili metallici che raccordano le superfici, e dalle sigillature, che con gli anni perdono elasticità e si crepano. Osserva con il binocolo se le scossaline sono sollevate o staccate e se attorno ai comignoli si vedono fessure o residui di sigillante vecchio. Se la casa ha un tetto piano o un terrazzo, la verifica riguarda la guaina impermeabilizzante: cerca bolle, piccole crepe, distacchi e giunzioni deteriorate, in particolare vicino ai bocchettoni di scarico e ai parapetti, dove l'acqua tende a sostare. Qui basta una passeggiata con occhio attento, e vale la pena liberare i bocchettoni dai detriti mentre ci sei. Sono difetti che d'estate non danno alcun segno, ma al primo temporale diventano una macchia sul soffitto dell'ultimo piano.

Il sottotetto con una torcia e quando chiamare un tecnico

L'ultimo controllo si fa dall'interno ed è forse il più rivelatore. Sali in soffitta in una giornata di sole, spegni la luce e aspetta qualche secondo che gli occhi si abituino: ogni punto luminoso che vedi attraverso la copertura è un passaggio per l'acqua. Poi accendi una torcia ed esamina il lato interno del manto, le travi e il pavimento del sottotetto cercando aloni, legno scurito, macchie di umidità e tracce di muffa, che raccontano infiltrazioni avvenute nei mesi passati anche se oggi tutto è asciutto. Se hai una mansarda abitata, guarda il soffitto dell'ultimo piano con la stessa attenzione. Quello che trovi decide il passo successivo. Grondaie da pulire e piccoli detriti li gestisci da solo, mentre tegole spostate, scossaline staccate o guaine danneggiate richiedono qualcuno attrezzato per lavorare in quota. Chiama un tecnico o un'impresa specializzata prima dell'autunno, quando ha ancora disponibilità, e porta con te le osservazioni fatte da terra: un intervento mirato su un raccordo costa meno di una riparazione dopo che l'acqua ha attraversato più strati del tetto.

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