Prima di riparare, capisci da dove entra l'acqua
Un cartongesso ammuffito dopo le prime piogge d'autunno racconta quasi sempre la stessa storia: l'acqua è arrivata da qualche parte e la lastra, fatta di gesso racchiuso tra due strati di cartone, l'ha assorbita come una spugna. Il cartone è cellulosa, quindi nutrimento per le spore sempre presenti nell'aria, e basta che la superficie resti umida per qualche giorno perché compaiano le macchie nere, verdastre o biancastre. Per questo, prima di pensare a pulire o a stuccare, individua la fonte: finché quella resta attiva, qualsiasi riparazione dura una stagione. Osserva dove si trova la macchia. Se parte dall'alto, sotto un controsoffitto o su una parete che confina con un terrazzo o una copertura, è probabile un'infiltrazione dalla pioggia; se compare in basso, su un muro perimetrale al piano terra, sospetta l'umidità di risalita dal terreno; se si distribuisce negli angoli e dietro i mobili di una stanza poco arieggiata, si tratta quasi certamente di condensa su una parete fredda. Verifica anche le tubature nascoste dietro la controparete, perché una perdita lenta lascia aloni molto simili a quelli della pioggia. Capire l'origine ti permette di scegliere l'intervento giusto e di non rifare lo stesso lavoro al prossimo acquazzone.
Valuta il danno: quando basta pulire e quando va sostituita la lastra
Una volta fermata l'acqua, premi con il dito sulla zona macchiata e osserva come risponde il materiale. Se la lastra è asciutta, compatta e la muffa è solo in superficie su un'area contenuta, indicativamente inferiore a un metro quadrato, puoi intervenire da solo con una pulizia e un trattamento. Se invece il pannello cede, si sfarina, è rigonfio o la carta si stacca, il gesso ha perso consistenza e nessun prodotto lo recupera: la porzione va tagliata e sostituita. Lavora sempre con guanti, mascherina adatta alle polveri fini e finestre aperte, perché le spore si sollevano facilmente e possono dare fastidio a chi soffre di allergie o asma; se in casa qualcuno ha disturbi respiratori, chiedi consiglio al medico prima di procedere. Non spazzolare mai la macchia a secco e non usare l'aspirapolvere domestico, che la spargerebbe nell'aria. Per la pulizia superficiale passa un panno appena inumidito con un detergente antimuffa specifico per interni, lascia agire il tempo indicato dal produttore, tampona e fai asciugare bene con un deumidificatore o una buona ventilazione prima di qualsiasi finitura.
Come tagliare e sostituire la porzione di cartongesso danneggiata
Quando la lastra è compromessa, segna con matita e livella un rettangolo che comprenda la zona danneggiata con un margine abbondante di materiale sano, e cerca con un piccolo foro di prova la posizione dei montanti metallici, in modo che il taglio cada in appoggio su almeno due di essi. Incidi con il cutter e completa con il seghetto per cartongesso, poi rimuovi il pezzo e guarda dentro: se l'isolante in lana di roccia o di vetro è bagnato o scurito, sostituiscilo, perché trattiene l'acqua e continuerebbe ad alimentare la muffa dall'interno. Lascia asciugare completamente la struttura e il muro retrostante, anche per qualche giorno, prima di chiudere. Per il rattoppo utilizza una lastra idrorepellente, quella verde che i posatori chiamano anche idrofuga, dello stesso spessore dell'esistente, così la superficie resterà in piano. Fissala ai montanti con viti per cartongesso ogni venticinque centimetri circa, senza affondare troppo la testa nel cartone. Copri le giunzioni con la garza plastificata, stucca in due passate con stucco per giunti lasciando asciugare tra una e l'altra, e carteggia con carta abrasiva media fino a non sentire più il gradino con la mano. Questo lavoro ti evita di rifare l'intera parete e, se eseguito con cura, non lascia traccia visibile.
Finitura antimuffa e cosa fare perché il problema non torni
Su tutta la parete riparata applica un primer isolante, che uniforma l'assorbimento tra stucco fresco e cartongesso vecchio ed evita che le vecchie macchie riaffiorino sotto la pittura. Scegli poi una pittura traspirante con additivo antimuffa, adatta agli ambienti umidi: non è una garanzia assoluta, ma rende la superficie meno ospitale per le spore. La riparazione però tiene solo se l'umidità viene governata. Arieggia le stanze ogni giorno, soprattutto quando cucini o dopo la doccia, e cerca di mantenere l'umidità relativa sotto il sessantacinque per cento circa, livello oltre il quale la muffa prolifera; un igrometro ti aiuta a controllarla. Se la causa è un'infiltrazione dalla copertura o dal terrazzo, fai sistemare la guaina prima dell'inverno; se è risalita dal terreno, non cedere alla tentazione di nascondere il muro con una controparete in cartongesso, anche verde, perché il materiale assorbe l'umidità per sua natura e in poco tempo ti ritroveresti con la stessa macchia. In quel caso serve un intervento sulla muratura e vale la pena far valutare la situazione da un tecnico.





