Erica o calluna: riconosci la pianta prima di curarla
Prima di decidere come curare l'erica in vaso sul balcone conviene capire quale pianta hai portato a casa, perché con lo stesso nome i vivai vendono due generi diversi. La Calluna vulgaris, detta anche brugo, ha foglie piccole e piatte e porta spighe fitte di fiori rosa, viola o bianchi dalla fine dell'estate a tutto l'autunno: è la più venduta in questa stagione e sopporta bene il freddo. L'Erica gracilis ha invece foglie aghiformi, un portamento molto compatto e una fioritura autunnale abbondante, ma teme le gelate e in molte zone non supera l'inverno all'aperto. Esistono poi Erica carnea ed Erica × darleyensis, che fioriscono tra l'inverno e l'inizio della primavera e resistono anche a inverni rigidi. Guarda l'etichetta o chiedi al vivaista: sapere se hai una calluna o un'erica gracilis cambia il modo in cui la proteggerai nelle settimane fredde e ti evita di buttare una pianta sana solo perché ha concluso il suo ciclo. Se vuoi colore fino a marzo, affianca alla calluna autunnale una varietà a fioritura invernale nella stessa cassetta.
Vaso e terriccio acido: la base da sistemare subito dopo l'acquisto
Eriche e callune sono piante acidofile e soffrono nei substrati calcarei e compatti, quindi il terriccio è la prima cosa da sistemare quando rinvasi l'erica appena comprata. Usa un terriccio specifico per acidofile, lo stesso che si impiega per azalee e rododendri, e se ti sembra troppo pesante alleggeriscilo con una parte di sabbia silicea, intorno al venti o trenta per cento, in modo che l'acqua scorra senza ristagnare. Sul fondo del vaso stendi uno strato di argilla espansa e verifica che i fori di drenaggio siano liberi, perché le radici di queste piante marciscono in fretta se restano a bagno. Scegli un contenitore appena più largo della zolla, in terracotta o in plastica, e sistema la pianta con la zolla leggermente più bassa del bordo, così quando annaffi l'acqua non scivola fuori. Se componi una cassetta con ciclamini o cavoli ornamentali, lascia un po' di spazio tra una pianta e l'altra perché l'aria circoli tra i rami e l'umidità non si accumuli alla base.
Luce, annaffiature e concime nei mesi autunnali
Una volta sistemata nel vaso, l'erica chiede soprattutto luce e acqua regolare. Mettila in una posizione luminosa o in mezz'ombra: in autunno il sole è più debole e un balcone esposto a sud va benissimo, mentre un angolo sempre in ombra la fa sfiorire presto e la indebolisce. Il terriccio deve restare leggermente umido ma mai fradicio: tocca la superficie e annaffia quando il primo centimetro è asciutto, riducendo la frequenza man mano che le temperature scendono e la pianta rallenta. Se puoi, usa acqua piovana o comunque poco calcarea, perché un'acqua del rubinetto molto dura alza il pH del substrato e col tempo fa ingiallire le foglie. Svuota sempre il sottovaso dopo le piogge e non lasciare la pianta sotto la grondaia. Sul fronte del concime l'erica in autunno chiede poco: se l'hai appena rinvasata in terriccio fresco puoi anche non concimare, altrimenti usa un prodotto per acidofile alle dosi più basse indicate sulla confezione e sospendi quando la fioritura finisce.
Proteggere l'erica dai primi freddi e cosa fare dopo la fioritura
Con l'arrivo dei primi freddi la differenza tra le specie torna a contare. La calluna e le eriche invernali reggono il gelo e possono restare sul balcone: proteggi piuttosto il vaso, che in un contenitore piccolo gela più in fretta della piena terra, avvolgendolo con tessuto non tessuto o juta e accostandolo a una parete riparata dal vento. L'Erica gracilis, invece, va spostata in un punto luminoso ma protetto appena le minime si avvicinano allo zero: un balcone coperto, una veranda fredda o un vano scale luminoso, mai una stanza riscaldata, dove l'aria secca la farebbe appassire in pochi giorni. Quando i fiori sono passati, non avere fretta di eliminare la pianta. Rimuovi le foglie cadute dal terriccio, controlla che non ci siano ristagni e rimanda la cimatura delle spighe sfiorite alla fine dell'inverno, tagliando appena sotto i fiori senza entrare nel legno vecchio: la calluna resta compatta e ricaccia in primavera. Ti ritroverai un cespuglio pronto a rifiorire nella stagione successiva senza doverlo ricomprare.





