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Togliere i pallini dai maglioni di lana senza rovinarli

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Scegliere lo strumento giusto per togliere i pallini

Scegliere lo strumento giusto in base al filato

Prima di passare qualsiasi attrezzo, guarda da vicino la maglia: per togliere i pallini dai maglioni di lana servono utensili diversi a seconda di come il filato è stato torto e lavorato. Sulle fibre nobili e morbide come cashmere, angora e mohair lascia da parte le lame e usa un pettine per maglieria, quello con i dentini corti e fitti: appoggialo inclinato e trascinalo sempre nella stessa direzione, così solleva i grovigli di fibre corte senza aggredire la trama. È un lavoro lento, ma su un filato pregiato la lentezza è la tua assicurazione. Se invece hai davanti una maglia compatta e regolare, in lana vergine o merino, il levapelucchi elettrico con griglia metallica ti fa risparmiare molto tempo: la griglia tiene la lama sollevata e recide solo quello che sporge. Verifica che le lamine siano integre e libere dai residui del capo precedente, perché una lama intaccata tira il filo invece di tagliarlo, e svuota spesso il serbatoio: quando si riempie l'attrezzo perde mordente e comincia a strappare. A metà strada c'è la pietra per maglieria, un blocchetto di pomice leggera che sfrega la superficie: va bene sui tessuti robusti, meno sulle maglie molto aperte, dove rischia di impigliarsi.

Rasoio, spugna e altri rimedi casalinghi: come usarli senza danni

Quando in casa non hai nessuno di questi utensili puoi arrangiarti con quello che trovi, alzando però il livello di attenzione. Il rasoio usa e getta con lama nuova resta il rimedio più diffuso per togliere i pallini dai maglioni di lana a trama fitta: distendi il capo su un piano rigido, tendi il tessuto con la mano libera e passa la lama quasi parallela alla superficie, con gesti corti nel senso della maglia. Non insistere mai sullo stesso punto e fermati appena senti resistenza, perché quello è il segnale che la lama ha agganciato un filo e non un pelucco. Funziona anche il lato abrasivo di una spugna nuova e asciutta: arrotola i pallini più piccoli e li porta via senza il rischio di tagli, quindi è il compromesso migliore se hai la mano poco ferma. Sui capi leggeri un rullo adesivo raccoglie le fibre già staccate e ti mostra il risultato reale. In ogni caso procedi per porzioni piccole, una spanna alla volta, e controlla il lavoro in controluce: se la trama appare più chiara o trasparente stai assottigliando il filato e conviene fermarsi subito.

Lavaggio e asciugatura: le abitudini che frenano il pilling

Buona parte del lavoro, però, si fa prima che i pallini compaiano, e il momento più delicato è il lavaggio. Rivolta il maglione al rovescio, così lo sfregamento meccanico si scarica sul lato interno, e chiudilo in un sacchetto a rete per tenerlo lontano da cerniere e bottoni degli altri capi. Scegli il programma lana o un ciclo a mano con acqua fredda o tiepida, intorno ai 30 gradi, e un detergente neutro specifico per fibre animali: i detersivi comuni sono troppo aggressivi per la cheratina della lana e la rendono ruvida. L'ammorbidente non serve, mentre un prodotto con lanolina aiuta la fibra a restare elastica. Riduci la centrifuga al minimo o eliminala, strizzando il capo dentro un asciugamano, e asciugalo in piano: appeso, il peso dell'acqua allunga spalle e maniche e allenta la torsione del filo, che è proprio la condizione in cui si formano nuovi pallini. Tienilo lontano da radiatori e sole diretto, che indurisce le fibre. Un'ultima abitudine utile: dopo una giornata di uso lascia riposare il maglione almeno un giorno prima di rimetterlo, perché la lana recupera forma e compattezza da sola e in questo lasso di tempo sopporta molto meglio l'attrito successivo.

Zone di attrito e manutenzione: dove guardare e ogni quanto

Il pilling non si distribuisce a caso: compare dove il tessuto sfrega contro qualcosa. Controlla il cavo delle ascelle, i fianchi all'altezza delle braccia, l'interno dei polsini, la spalla su cui porti la borsa e gli avambracci, se lavori appoggiato a una scrivania. In questi punti le fibre corte emergono dal filato, si attorcigliano e trattengono polvere, così il pallino cresce e tira con sé le fibre vicine: intervenire quando è ancora piccolo richiede pochi secondi ed evita di dover lavorare a fondo su una zona ormai fragile. Tieni presente che la composizione del filato cambia il modo di intervenire. Sulla lana pura i pallini finiscono per staccarsi da soli con l'uso, mentre nei misti con poliammide o acrilico la fibra sintetica è più resistente e trattiene il groviglio, che resta attaccato e diventa sempre più visibile: qui la rimozione va fatta con regolarità, non una volta per stagione. Il periodo critico sono le prime settimane di utilizzo, quando il filato perde le fibre in eccesso. Se dedichi qualche minuto al controllo dopo ogni due o tre usi e riponi il maglione piegato invece di appenderlo, togliere i pallini dai maglioni di lana diventa una manutenzione rapida e il capo ti dura stagioni in più.

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