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Portacandele in legno fai da te per le serate d'autunno

Aggiornato il 13 ottobre 20264 capitoli
Quale legno scegliere per un portacandele da tenere in casa

Quale legno scegliere per un portacandele da tenere in casa

Un portacandele in legno fai da te nasce bene solo se parti da un pezzo asciutto e stagionato. Il tronchetto appena tagliato contiene ancora molta acqua e, una volta in casa vicino a un termosifone, si fessura e si imbarca nel giro di poche settimane; se usi un ramo raccolto nel bosco, lascialo quindi in un luogo asciutto e ventilato per diversi mesi prima di lavorarlo. La betulla, con la sua corteccia chiara, è tra le essenze più usate per questi oggetti perché si fora facilmente e ha un aspetto che si accorda con le decorazioni autunnali; vanno bene anche faggio, frassino e abete, ciascuno con una venatura diversa. Se preferisci partire da materiale già pronto, un listello o una tavoletta di legno massello di recupero, magari da un vecchio mobile o da un pallet non trattato, ti permette di ottenere un portacandele lineare da appoggiare al centro della tavola. Valuta lo spessore: per ospitare un lumino servono almeno tre o quattro centimetri di materiale, così resta legno sufficiente sotto la sede e il pezzo non si indebolisce. Evita invece il legno verniciato o impregnato di cui non conosci la provenienza, perché scaldandosi potrebbe rilasciare odori sgradevoli.

Forare la sede del lumino con la punta Forstner o la sega a tazza

Ricavare l'alloggiamento della candela è l'unico passaggio che richiede un minimo di precisione. Per i lumini classici, quelli nella coppetta di alluminio, la punta più comoda è la Forstner da circa 40 millimetri, che lascia un foro a fondo piatto e con le pareti pulite; in alternativa puoi usare una sega a tazza dello stesso diametro, scavando poi il fondo con uno scalpello. Misura comunque il lumino che hai in casa prima di scegliere la punta, perché le dimensioni cambiano leggermente da un produttore all'altro e il bicchierino deve entrare senza forzare ma senza ballare. Blocca il tronchetto con un morsetto o tra le ganasce di una morsa, perché un cilindro che ruota sotto la punta è pericoloso; se il trapano è a mano, segna sulla punta la profondità con un pezzo di nastro adesivo e tieni d'occhio la bolla. Una profondità di circa due centimetri fa sì che il bordo del lumino resti appena sotto il filo del legno, protetto dagli urti. Quando hai finito, passa la carta vetrata a grana media e poi fine sui bordi del foro e su tutta la superficie, seguendo la venatura, finché il pezzo non è liscio al tatto.

Finitura a olio o cera e decorazioni per l'autunno

Una volta levigato, il legno chiede una protezione leggera che non ne nasconda la venatura. L'olio di lino cotto o una cera d'api naturale, stesi con uno straccio e lasciati assorbire, ravvivano il colore e rendono la superficie meno sensibile alle gocce di cera; se usi l'olio di lino, ricorda che gli stracci imbevuti vanno stesi all'aperto ad asciugare e non lasciati appallottolati, perché possono scaldarsi da soli. Tieni la finitura lontana dall'interno del foro, dove starà la fiamma, e aspetta che sia completamente asciutta prima del primo utilizzo. Per il resto, le decorazioni autunnali funzionano meglio quando restano semplici: un giro di spago grezzo intorno al tronchetto, qualche bastoncino di cannella legato sul fianco, una piccola pigna o un rametto di bacche fissati con una goccia di colla a caldo alla base, mai vicino alla candela. Se hai realizzato più portacandele in legno di altezze diverse, sistemali in gruppo su un vassoio o su una tavola grezza: la luce dei lumini che si riflette sulle superfici a quote diverse dà all'ambiente quella morbidezza che si cerca nelle serate più lunghe.

Accendere una candela su un supporto di legno in sicurezza

Un portacandele in legno resta un oggetto infiammabile che ospita una fiamma, e vale la pena tenerlo presente ogni volta che lo accendi. Usa sempre lumini nella loro coppetta di alluminio oppure candele inserite in un bicchierino di vetro appoggiato nella sede: la cera fusa e lo stoppino non devono mai toccare direttamente il legno. Lascia almeno un paio di centimetri di materiale intorno al foro e accorcia lo stoppino a circa mezzo centimetro prima di accendere, così la fiamma resta bassa e non annerisce i bordi. Appoggia il portacandele su una superficie stabile e piana, lontano da tende, libri e rami decorativi secchi, e non lasciarlo mai acceso in una stanza vuota o alla portata di bambini e animali che potrebbero urtarlo. Se noti che il legno intorno alla sede si scurisce o scalda troppo, spegni la candela e lascia raffreddare prima di toccarlo; in quel caso conviene passare a un lumino più piccolo o aggiungere un inserto di vetro. Con queste attenzioni il tuo portacandele durerà molte stagioni e ti basterà ripassare l'olio una volta l'anno per mantenerlo in ordine.

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