Perché la condensa sui vetri compare proprio al mattino
Se al risveglio trovi i vetri appannati o rigati di gocce, nella maggior parte dei casi non c'è nulla di rotto: la condensa sui vetri è un fenomeno fisico che nasce dall'incontro tra aria umida e superficie fredda. Durante la notte respiriamo, la doccia della sera e la cena hanno lasciato vapore nell'aria e le finestre chiuse impediscono a questa umidità di uscire. Il vetro, a contatto con l'esterno, è la parte più fredda della stanza: quando l'aria che lo sfiora si raffredda fino al punto di rugiada, cioè la temperatura alla quale non riesce più a trattenere tutto il vapore che contiene, l'acqua torna liquida e si deposita in goccioline. Il mattino è il momento peggiore perché le ore prima dell'alba sono le più fredde, la differenza tra dentro e fuori tocca il massimo e l'umidità accumulata in casa è al livello più alto. Per questo la condensa si concentra sui vetri esposti a nord, sulle finestre delle camere da letto e nella parte bassa dei serramenti, dove il vetro è più freddo e l'aria ristagna dietro le tende. Osservare dove si forma ti aiuta già a capire da quale stanza arriva il vapore in eccesso.
La ventilazione d'urto: come farla e quante volte al giorno
Il rimedio più efficace contro la condensa sui vetri non è la finestra a ribalta lasciata aperta per ore: così raffreddi pareti e arredi, spendi in riscaldamento e l'umidità relativa scende poco. Conviene invece la ventilazione d'urto, quella che i tecnici consigliano anche nelle case ben isolate: spalanca tutte le finestre insieme, meglio se su lati opposti dell'abitazione per creare una corrente, e tienile aperte per pochi minuti, circa cinque. L'aria satura di vapore esce in fretta e viene sostituita da aria esterna che, anche d'inverno, contiene meno umidità; una volta richiuso, il calore rimasto nei muri la riscalda in poco tempo. Ripeti l'operazione almeno due volte al giorno, appena sveglio e prima di andare a dormire, e aggiungi un ricambio dopo la doccia o quando hai cucinato a lungo. Se vuoi un riscontro oggettivo, un igrometro ti dice se l'umidità relativa resta sotto il 60 per cento circa, la soglia oltre la quale le muffe trovano condizioni favorevoli. Con questa abitudine proteggi le guarnizioni, gli angoli delle pareti e i mobili in legno, che con l'umidità costante si gonfiano e si deformano senza che te ne accorga subito.
Ridurre il vapore alla fonte: cucina, bucato, piante e termosifoni
Arieggiare serve a poco se ogni giorno immetti in casa più vapore di quanto ne riesca a uscire, quindi lavora anche sulle fonti. In cucina accendi la cappa prima di mettere le pentole sul fuoco e lasciala andare qualche minuto dopo aver finito; se la cappa è filtrante e non aspirante, cioè ricircola l'aria invece di espellerla all'esterno, apri la finestra durante la cottura e tieni il coperchio sulle pentole. Il bucato steso in casa è la fonte più sottovalutata, perché tutta l'acqua trattenuta dai tessuti finisce nell'aria della stanza. Se non hai un balcone o un'asciugatrice, sistema lo stendino in un locale che puoi chiudere e ventilare, mai in camera da letto e mai davanti alla finestra, e affiancagli un deumidificatore. Anche le piante da interno traspirano: poche non fanno differenza, ma una collezione numerosa nella stessa stanza sì, e conviene distribuirle. Controlla infine i termosifoni sotto le finestre: tende lunghe, copritermosifoni o mobili addossati bloccano il flusso di aria calda che dovrebbe lambire il vetro e tenerlo qualche grado sopra il punto di rugiada. Liberare quel passaggio spesso basta a ridurre le gocce nella parte bassa della finestra.
Quando la condensa sui vetri segnala un problema degli infissi
Se la condensa persiste anche con la ventilazione corretta e le fonti di vapore sotto controllo, guarda con attenzione dove si trova. Quando l'appannamento è tra le due lastre del vetrocamera e non va via passando un panno né dentro né fuori, la sigillatura perimetrale del vetro ha ceduto e l'aria umida ha preso il posto del gas isolante nell'intercapedine: in questo caso si sostituisce il solo vetro, lasciando il telaio, e conviene chiedere al serramentista se la lastra è ancora in garanzia. Le gocce che compaiono soltanto lungo il bordo del vetro o sul telaio segnalano invece un ponte termico, cioè un punto in cui il freddo attraversa il serramento o la muratura attorno, tipico dei telai in alluminio senza taglio termico e dei davanzali passanti. Distingui anche gli spifferi: un serramento che lascia passare aria di solito non produce condensa sui vetri, perché il ricambio continuo la evita, ma se noti gocce e aria fredda insieme è probabile che la sigillatura tra telaio e muro sia difettosa. Un tecnico può misurare la temperatura delle superfici e dirti se bastano guarnizioni nuove e una regolazione delle ante, oppure se serve un intervento sull'isolamento della parete. Chiarirlo prima evita di spendere in deumidificatori per un difetto che ha un'altra origine.





