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Strutture del fotovoltaico

Aggiornato il 03 aprile 20154 capitoli5 domande frequenti
Energia solare e fotovoltaico

Il Sole come soluzione al fabbisogno energetico mondiale

Lo sfruttamento di energia solare che raggiunge la Terra in un solo giorno basterebbe a coprire il fabbisogno dell’umanità per ben 180 anni senza ricorrere all’uso di gas o elettricità. Ma la cosa più importante è che l’irraggiamento solare costituisce una fonte energetica pulita e rinnovabile perché inesauribile. In un’epoca in cui il prezzo dei combustibili aumenta vertiginosamente giorno dopo giorno, in risposta ad una domanda energetica sempre più alta della società moderna, il Sole si dimostra essere la migliore alternativa da sfruttare saggiamente. Per questo motivo, l’installazione di un impianto fotovoltaico, indipendentemente dalle strutture del fotovoltaico più idonee caso per caso, permette di soddisfare quel bisogno quotidiano di produzione di energia elettrica pesando meno sull’acquisto globale di energia elettrica da altri Paesi, oltre che a ricavarne un diretto beneficio economico.

Da cosa è costituito e come funziona un impianto fotovoltaico

Le diverse strutture del fotovoltaico sono assemblate in moduli che a loro volta costituiscono l’impianto fotovoltaico. I moduli fotovoltaico sfruttano l’energia solare incidente per produrre energia elettrica. Gli impianti realizzati negli edifici residenziali sono del tipo Grid-Connected: questa famiglia identifica quelle utenze elettriche già servite dalla rete nazionale, ma che immettono in rete la produzione elettrica risultante dalla struttura dell’impianto fotovoltaico, opportunamente convertita in corrente alternata e sincronizzata a quella della rete. I principali componenti di un impianto fotovoltaico sono: - Campo fotovoltaico: che raccoglie la radiazione solare attraverso le strutture dei moduli fotovoltaici; - Cavi di connessione: resistenti ai raggi UV; - Inverter: converte la radiazione solare in corrente alternata; - Quadristica di protezione e controllo: per rispondere alle normative vigenti.

Come vengono definite e differenziate le strutture del fotovoltaico

Quando si parla di pannello fotovoltaico si deve parlare in realtà di moduli o, meglio, di cella fotovoltaica che ne costituisce il modulo. Le strutture delle celle fotovoltaiche consentono di convertire la radiazione solare captata in energia elettrica tramite, appunto, il cosiddetto "effetto fotovoltaico". Il materiale con il quale le celle fotovoltaiche sono costituite è il silicio, che a sua volta può presentarsi sotto diverse strutture: può essere mono o poli-cristallino oppure amorfo. Ogni cella fotovoltaica viene connessa alle altre attraverso nastrini metallici per creare serie e paralleli elettrici che alla fine comporranno il modulo fotovoltaico. Le celle vengono protette da un vetro anteriore e da un materiale isolante posteriore per ottimizzare l'efficienza dell'impianto. Tutto il sistema viene, infine, incapsulato sottovuoto con un polimero il più trasparente possibile per favorire il passaggio della radiazione solare dal vetro alle celle fotovoltaiche.

La struttura e tecnologia innovativa del silicio amorfo

La tecnologia sicuramente più performante per ovviare al problema della integrazione architettonica delle strutture del fotovoltaico è rappresentata dal modulo fotovoltaico del silicio amorfo, meglio se a film sottile a tripla giunzione. L’assenza di vetro rende i moduli estremamente leggeri e flessibili, in modo tale da poter essere applicati su qualunque struttura di supporto e anche su superfici curve. Il modulo è composto da celle fotovoltaiche di bassissimo spessore, incapsulate in un polimero ETFE ad alta trasparenza, resistente ai raggi UV e agli agenti atmosferici, che assicura grande durabilità nel tempo. La tecnologia in silicio amorfo risulta, inoltre, meno sensibile di quella in cristallino alle alte temperature di esercizio ed in particolare in climi caldi, garantendo prestazioni mediamente superiori ai tradizionali prodotti in silicio cristallino.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali componenti di un impianto fotovoltaico residenziale?
    Un impianto fotovoltaico standard, specialmente quello di tipo Grid-Connected collegato alla rete elettrica nazionale, è composto da diversi elementi fondamentali. Il cuore del sistema è il campo fotovoltaico, ovvero l'insieme dei moduli che catturano la radiazione solare. Questi moduli producono corrente continua che viene inviata all'inverter, il dispositivo cruciale incaricato di convertirla in corrente alternata, sincronizzandola con quella della rete. Per garantire il corretto funzionamento e la sicurezza, sono presenti cavi di connessione resistenti ai raggi UV e una quadristica di protezione e controllo, necessaria per rispettare le normative vigenti e gestire l'immissione di energia in rete.
  • In cosa differiscono le celle al silicio monocristallino da quelle al silicio policristallino?
    Il silicio, materiale base delle celle fotovoltaiche, si presenta principalmente in due strutture cristalline: monocristallina e policristallina. Sebbene entrambe sfruttino l'effetto fotovoltaico per convertire la luce in elettricità, presentano differenze costruttive e prestazionali. Le celle monocristalline sono realizzate da un unico cristallo di silicio puro, offrendo generalmente un'efficienza di conversione leggermente superiore e un aspetto uniforme scuro. Quelle policristalline, invece, derivano dalla fusione di più frammenti di silicio, risultando spesso meno costose da produrre ma con una leggera inferiorità nell'efficienza rispetto alle monocristalline. Entrambe sono incapsulate tra vetro e materiali isolanti per proteggere le connessioni elettriche interne.
  • Perché il silicio amorfo è indicato per l'integrazione architettonica e le superfici curve?
    Il silicio amorfo, specialmente nella versione a film sottile a tripla giunzione, rappresenta una soluzione tecnologica avanzata per l'integrazione negli edifici. A differenza dei moduli tradizionali in silicio cristallino, questi pannelli non richiedono uno strato rigido di vetro anteriore, rendendoli estremamente leggeri e flessibili. Questa caratteristica permette di applicarli su qualsiasi superficie, incluse quelle curve, ampliando le possibilità di installazione. Inoltre, sono incapsulati in polimeri trasparenti come l'ETFE, resistenti ai raggi UV e agli agenti atmosferici, garantendo durabilità nel tempo mentre mantengono un profilo estetico discreto e adattabile all'architettura esistente.
  • Come reagisce il silicio amorso alle alte temperature rispetto al silicio cristallino?
    Una delle peculiarità più vantaggiose del silicio amorfo è la sua minore sensibilità alle elevate temperature di esercizio. Mentre i moduli in silicio cristallino tendono a perdere efficienza quando le temperature salgono, tipicamente nei climi caldi, il silicio amorfo mantiene prestazioni più stabili e medie superiori in queste condizioni. Questo comportamento lo rende particolar adatto per installazioni in zone soleggiate e calde, dove il calore eccessivo potrebbe altrimenti compromettere la resa energetica degli impianti tradizionali. La stabilità termica garantisce quindi una produzione di energia più costante durante i mesi estivi.
  • Cosa intende il termine 'Grid-Connected' per gli impianti fotovoltaici domestici?
    L'acronimo Grid-Connected indica che l'impianto fotovoltaico è collegato alla rete elettrica nazionale pubblica. Questa configurazione è la più comune per le utenze residenziali esistenti. In questo schema, l'energia prodotta dai pannelli viene convertita dall'inverter in corrente alternata sincronizzata con la rete. L'impianto alimenta direttamente i consumi domestici e immette in rete l'eventuale surplus di produzione. Questo permette di sfruttare la rete come banco di prova virtuale, riducendo la dipendenza dall'acquisto di energia esterna e ottimizzando i costi energetici grazie agli scambi con la rete stessa, nel rispetto delle normative locali.

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