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Libretto di impianto e controllo fumi della caldaia

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Cos'è il libretto di impianto della caldaia e chi deve compilarlo

Cos'è il libretto di impianto della caldaia e chi deve compilarlo

Quello che in casa chiamiamo libretto della caldaia è, per la normativa, il libretto di impianto per la climatizzazione: il documento che identifica l'impianto termico e raccoglie nel tempo le sue caratteristiche, le modifiche e i controlli eseguiti. Il modello è unico a livello nazionale, definito dal decreto ministeriale del 10 febbraio 2014, ed è organizzato in schede: si compilano solo quelle pertinenti alla configurazione, quindi per una caldaia murale domestica bastano poche sezioni. Non confonderlo con il manuale d'uso dell'apparecchio né con la stampa dell'analisi di combustione, che è un allegato e non sostituisce il libretto. La compilazione non spetta a una sola persona. La prima stesura è a carico dell'installatore, che riporta i dati di targa e la potenza del generatore alla messa in servizio; gli aggiornamenti successivi li fa il manutentore a ogni intervento, annotando sostituzioni di componenti, regolazioni e controlli. Tu, come responsabile dell'impianto, devi conservarlo insieme alla documentazione tecnica ed esibirlo in caso di ispezione: la responsabilità ricade sul proprietario, sull'inquilino che occupa l'immobile o sull'amministratore quando la centrale è condominiale.

Controllo fumi: cosa misura il tecnico e cosa riporta nel rapporto

Il controllo fumi, che i tecnici chiamano analisi di combustione o controllo di efficienza energetica, è una misurazione distinta dalla manutenzione ordinaria. Durante la manutenzione il manutentore pulisce bruciatore e scambiatore e verifica i dispositivi di sicurezza; durante il controllo fumi inserisce la sonda dell'analizzatore nell'apposito foro sul condotto di scarico e legge i valori dei prodotti della combustione. I parametri osservati sono il rendimento di combustione, la concentrazione di monossido di carbonio, l'anidride carbonica e la temperatura dei fumi: un rendimento basso o fumi troppo caldi indicano calore disperso dal camino, mentre un monossido oltre i limiti di legge comporta l'esito negativo della prova. Per avere letture attendibili la caldaia deve lavorare a regime per alcuni minuti, perché la misura a freddo non è valida. Al termine il tecnico compila il rapporto di controllo di efficienza energetica, lo allega al libretto di impianto e lo trasmette al catasto regionale degli impianti termici, la banca dati tenuta da ogni Regione o Provincia autonoma. Senza questa trasmissione il controllo non risulta eseguito, quindi chiedi sempre copia del rapporto e verifica che riporti il codice assegnato dal catasto al tuo impianto.

Ogni quanto si fa il controllo fumi e perché prima dell'accensione

La periodicità del controllo fumi non è uguale per tutti: dipende dalla potenza del generatore e dal combustibile ed è fissata dal decreto del Presidente della Repubblica 74 del 2013, con facoltà per le Regioni di stabilire cadenze più strette. A livello nazionale, per una caldaia a gas metano o GPL tra 10 e 100 kW, la situazione più comune in un'abitazione, il controllo è previsto ogni quattro anni, mentre per generatori a gasolio, pellet o legna la scadenza è ogni due anni. Alcune Regioni applicano intervalli diversi, per esempio ogni due anni anche per gli apparecchi domestici a gas, quindi verifica le regole del tuo territorio sul portale del catasto regionale o chiedi al manutentore. La manutenzione ordinaria segue invece la frequenza indicata dal costruttore nel manuale, in genere annuale, e non è una scadenza imposta dalla legge. Qualunque sia la cadenza, i controlli obbligatori vanno programmati prima dell'accensione dell'impianto, non durante la stagione fredda. Se la prova rivela un rendimento sotto soglia o un valore di monossido fuori norma, hai il tempo di far eseguire la regolazione o la riparazione senza restare senza riscaldamento; in più, a fine estate le agende dei manutentori sono meno piene e l'appuntamento si ottiene in pochi giorni.

Conservare, aggiornare e consegnare il libretto quando cambia il responsabile

Il libretto di impianto segue l'immobile e non la persona: se vendi o affitti la casa, lo consegni a chi subentra insieme al rapporto di controllo più recente, e la stessa regola vale quando cambia l'amministratore di un condominio con centrale termica. Oggi quasi ovunque il documento è anche digitale, perché i dati finiscono nel catasto regionale, ma la copia rilasciata dal tecnico resta il riferimento da tenere vicino alla caldaia, con il manuale d'uso e la dichiarazione di conformità dell'installazione. Se hai sostituito il generatore senza che il libretto sia stato aggiornato, chiedi all'installatore di compilare la scheda del nuovo apparecchio, altrimenti il catasto continuerà a riportare un impianto che non esiste più. A ogni controllo di efficienza energetica il tecnico versa alla Regione il contributo comunemente chiamato bollino, in molti territori ormai virtuale; di solito lo anticipa e te lo riaddebita in fattura, con un importo che varia da zona a zona. Conserva anche questa ricevuta, perché in caso di ispezione dimostra l'adempimento. Un libretto mancante o non aggiornato e un controllo fumi scaduto espongono il responsabile a sanzioni amministrative, oltre al rischio di usare un apparecchio con una combustione mai verificata.

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