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Stirare maglioni di lana senza rovinarli: ferro o vaporizzatore

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Perché la lana non si stira come una camicia

Perché la lana non si stira come una camicia

Quando tiri fuori i maglioni dal cambio di stagione li trovi quasi sempre segnati dalle pieghe della piegatura e con qualche grinza ai gomiti, e la tentazione di passarci sopra il ferro come su una camicia è forte. Prima di stirare maglioni di lana conviene però capire perché questa fibra chiede un trattamento a parte. Un capo in maglia non è un tessuto piatto ma un intreccio di anelli di filato: è questa struttura a dargli elasticità e volume, ed è la stessa che una piastra calda e pesante schiaccia in pochi secondi, lasciando coste e trecce appiattite e, sulla lana scura, un alone lucido difficile da togliere. Il calore eccessivo può inoltre infeltrire o far restringere le fibre, che per natura assorbono e rilasciano umidità e reagiscono bene al vapore tiepido ma male al contatto diretto con il metallo rovente. Per questo, appena aperto lo scatolone, lascia i capi distesi all'aria per qualche ora e controlla l'etichetta di manutenzione: il simbolo del ferro con un puntino indica temperatura bassa, con due puntini media, e se il ferro è barrato il capo non va stirato affatto. Molte grinze da conservazione spariscono da sole con l'arieggiatura, e ti risparmi un passaggio di calore che il maglione non chiedeva.

Stirare con il ferro: rovescio, panno di cotone e temperatura media

Se decidi di usare il ferro, lavora sempre sul rovescio del maglione e con un panno di cotone o lino, asciutto o leggermente umido, interposto tra la piastra e la lana: chi stira di mestiere lo chiama panno da stiro e serve a diffondere il calore in modo graduale, proteggendo la superficie dalle bruciature e dalle striature lucide. Copri anche l'asse con un telo morbido, perché la griglia metallica sotto la fodera tende a imprimersi sulla maglia quando il ferro preme. Imposta il programma lana o una temperatura media, intorno ai 150 °C e comunque mai oltre quanto indica l'etichetta, e attiva il vapore se il tuo ferro lo prevede, usando acqua demineralizzata per evitare che il calcare sporchi il getto. Il gesto giusto è un appoggio leggero e costante, sollevando e riposizionando il ferro anziché strisciarlo, senza fermarti più di una decina di secondi sullo stesso punto. Stirare a secco la lana è invece sconsigliato, perché senza umidità le fibre si lucidano o si bruciano: se il ferro non ha il vapore, inumidisci il panno e lascia che sia quello a generarlo. Alla fine rigira il maglione dal dritto e lascialo raffreddare disteso prima di piegarlo, così le fibre si assestano nella forma corretta.

Il vaporizzatore sulla gruccia: pieghe via senza pressione

Il vaporizzatore cambia completamente l'approccio, perché distende le pieghe senza alcun contatto con le fibre e senza pressione: è il motivo per cui chi lavora nella maglieria lo preferisce per coste, trecce e punti in rilievo, che restano pieni invece di appiattirsi. Appendi il maglione su una gruccia a spalle larghe, riempi il serbatoio e, quando l'apparecchio è in temperatura, passa la testa erogatrice dall'alto verso il basso tenendola a pochi centimetri dal tessuto, insistendo sulle zone più sgualcite come gomiti e fondo. Il vapore tiepido inumidisce la lana e le maglie tornano al loro posto da sole; se il capo è pesante, puoi tendere leggermente il bordo con la mano libera per aiutare la distensione. Un vaporizzatore portatile basta per l'uso domestico e occupa poco spazio, mentre i modelli verticali hanno più autonomia e un getto più generoso, utili se la maglieria in casa è tanta. Il vantaggio in più è la rinfrescata tra un lavaggio e l'altro: un maglione indossato una o due volte spesso non ha bisogno di finire in lavatrice, e una vaporizzata seguita da una buona arieggiata gli toglie odori e grinze allungandone la vita.

Quale scegliere e come riporre i maglioni dopo la stiratura

Resta da decidere quale dei due strumenti ti serve davvero. Per stirare maglioni di lana nella routine quotidiana il vaporizzatore è più rapido e più sicuro, perché non richiede di montare l'asse né di girare il capo più volte, e il rischio di rovinarlo è minimo. Il ferro mantiene il suo senso quando vuoi una finitura precisa: un colletto a polo, i bordi di un cardigan, una piega ben fissata su un maglione sottile, tutti casi in cui la pressione controllata con il panno umido dà un risultato che il vapore da solo non raggiunge. Qualunque metodo tu scelga, non stirare mai un capo ancora umido dal lavaggio: lascialo asciugare in piano e lontano dai termosifoni, perché la lana bagnata si allunga sotto il proprio peso. Dopo la stiratura attendi che si raffreddi, poi piegalo e riponilo su un ripiano invece che su una gruccia, dove le spalle finirebbero per deformarsi. Così i maglioni tornano in forma e ci restano fino al prossimo cambio di stagione.

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