Perché il gelo mette a rischio il circuito del solare termico
Nel solare termico il calore raccolto dai collettori arriva al bollitore grazie a un fluido termovettore che scorre in un circuito chiuso. Quando la temperatura esterna resta sotto lo zero per ore, i tratti più esposti sono proprio i collettori e le tubazioni che corrono sul tetto o lungo la facciata: se il liquido al loro interno congela aumenta di volume, blocca la circolazione e fa salire la pressione fino a deformare l'assorbitore, aprire le saldature o rompere i raccordi. Il danno spesso si scopre solo al disgelo, quando il circuito perde e il manometro segna pressione a zero. Il livello di rischio dipende dal tipo di impianto. Un sistema a circolazione forzata con miscela antigelo regge bene anche inverni rigidi, se il fluido è in buone condizioni; un impianto a circolazione naturale con serbatoio sul tetto, o un circuito riempito solo con acqua, va invece trattato con molta più attenzione e, nelle zone di montagna, spesso svuotato o integrato con protezioni specifiche. Capire in quale situazione ti trovi è il primo passo per decidere quali controlli fare prima delle gelate.
Controllare il fluido antigelo prima delle prime gelate
La protezione principale è il fluido stesso: nel circuito del solare termico domestico non circola acqua pura ma una miscela di acqua e glicole propilenico, scelto perché atossico, con additivi che frenano la corrosione e stabilizzano il liquido nel tempo. La percentuale di glicole determina la temperatura di congelamento, e i prodotti per uso solare arrivano a proteggere fino a circa -20 °C o oltre a seconda della concentrazione. Questa protezione però non è eterna: le stagnazioni estive, quando il collettore resta fermo a temperature molto alte, degradano il glicole, lo rendono acido e ne riducono l'efficacia, così come i rabbocchi fatti con sola acqua dopo una perdita. Prima dell'inverno chiedi quindi al manutentore di misurare la concentrazione con il rifrattometro e di controllare il pH del fluido: sono verifiche rapide che si fanno prelevando qualche goccia dal rubinetto di carico. Se il liquido è scuro, ha un odore pungente o protegge a una temperatura insufficiente per la tua zona, va sostituito per intero, perché una miscela degradata non solo congela prima ma corrode anche rame e guarnizioni. Rispettare l'intervallo di sostituzione indicato dal produttore ti evita di scoprire il problema con la prima notte sotto zero.
Centralina, circolatore e pressione: le protezioni attive
Oltre al fluido, l'impianto dispone di protezioni che intervengono da sole, a patto che restino in funzione. La centralina solare ha quasi sempre una funzione antigelo: quando la sonda sul collettore rileva una temperatura vicina allo zero, avvia il circolatore per qualche minuto e manda nei pannelli il liquido più caldo del bollitore, consumando pochissimo calore ma impedendo la formazione di ghiaccio. Per questo non spegnere l'impianto d'inverno pensando di risparmiare e non togliere corrente al quadro se parti per le vacanze: senza alimentazione, circolatore e centralina restano fermi proprio nelle notti in cui servono. Verifica che la funzione sia attivata nel menu e che la soglia sia coerente con il fluido presente. Dai anche un'occhiata al manometro del circuito solare: la pressione a freddo deve rientrare nel valore indicato dall'installatore, e un calo rispetto all'anno precedente segnala una perdita o un vaso di espansione da controllare. Se possiedi un impianto a svuotamento, detto drain-back, la logica è diversa: i collettori si vuotano da soli quando la pompa si ferma, ma le tubazioni devono mantenere la pendenza corretta e il serbatoio di raccolta va tenuto in un locale che non geli.
Coibentazione delle tubazioni esterne e controlli durante l'inverno
Il fluido può essere in ordine e la centralina attiva, ma un tratto di tubo scoperto resta il punto in cui il gelo attacca per primo. Controlla la coibentazione delle tubazioni esterne, dai collettori fino all'ingresso in casa: l'isolante per uso solare deve resistere alle alte temperature e va protetto dai raggi ultravioletti e dagli uccelli, che spesso lo beccano fino a scoprire il rame; dove manca, ripristinalo con guaine adatte al solare termico e rivestile con una lamierina o un nastro protettivo. Cura anche sfiati, valvole, sonde e i passaggi attraverso il muro, dove la guaina viene tagliata e raramente richiusa bene. Durante la stagione fredda bastano pochi controlli periodici. Dopo una nevicata non salire sul tetto per liberare i collettori: il vetro inclinato si libera da solo con il sole, mentre raschiarlo rischia di graffiarlo e di rovinare le guaine. Osserva invece il manometro, ascolta se il circolatore gira in modo irregolare e guarda sotto la valvola di sicurezza e lungo i tubi se compaiono tracce colorate di glicole. Se dopo una gelata intensa la pressione è crollata o il bollitore non si scalda più nelle giornate di sole, non rimettere in pressione il circuito da solo e chiama il tecnico, perché ripartire con un tubo spaccato spinge il liquido fuori dall'impianto.





